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sabato 26 settembre 2009

Convegno "Quale scuola pubblica a Rapallo e nel Tigullio dopo la riforma Gelimini?"

Mercoledì 30 settembre 2009 alle ore 21.00 presso la Sala Convegni dell'Hotel Europa di Rapallo in via Milite Ignoto, 2 si terrà il convegno "Quale scuola pubblica a Rapallo e nel Tigullio dopo la riforma Gelmini?".

Il convegno, organizzato dal circolo rapallese di Rifondazione Comunista, sarà introdotto dal Prof. Dante Taccani, docente presso l'Istituto Turistico Bergese di Genova.

All'incontro parteciperanno il consigliere delegato del comune di Rapallo Carlo Bagnasco, dirigenti scolastici, docenti, personale ATA, studenti.

lunedì 14 settembre 2009

Nota del collegio docenti del Circolo Didattico di Rapallo sulla validità della riforma

Ci è pervenuta una nota che il Collegio Docenti del nostro Circolo ha approvato all'unanimità e che riportiamo integralmente.

Il Collegio docenti del Circolo Didattico di Rapallo riunitosi in data 11 settembre 2009 anche alla luce delle recenti dichiarazioni del Ministro Maria Stella Gelmini sulla validità della “riforma” (?!) afferma e precisa quanto segue:
  • nel nostro Circolo Didattico nessuna famiglia (o quasi) ha scelto il modello scolastico di 24 ore e il “maestro unico”;
  • l’orario prescelto è stato il tempo lungo di 29 o 32 ore, “scelta obbligata” e diretta conseguenza della diminuzione di organico;
  • il tempo pieno assegnato alle Pascoli è stato ottenuto grazie ai “risparmi” operati tagliando le compresenze nei moduli;
  • la scelta del maestro “prevalente“ (funzionante in alcune classi) è stato un atto di responsabilità pedagogica e didattica dei docenti e non certo una condivisione dei provvedimenti del Ministro;
  • anche laddove funziona il maestro prevalente vige la piena contitolarità sulla classe;
  • l’eliminazione delle compresenze vanifica la possibilità di effettuare frequenti uscite didattiche sul territorio;
  • la diminuzione degli insegnanti di sostegno e la conseguente diminuzione delle ore assegnate a ciascun alunno/a non garantisce ai diversamente abili il pieno esercizio del loro diritto allo studio;
  • l’eliminazione delle compresenze penalizza i soggetti più deboli (alunni/e con difficoltà di apprendimento - alunni/e stranieri) a cui viene tolta la possibilità di apprendere secondo ritmi e percorsi individualizzati;
  • la diminuzione dei collaboratori scolastici pone seri problemi in merito alla sorveglianza degli alunni/e e della pulizia dei locali.
Questa è la situazione venutasi a creare nel nostro Circolo Didattico.
Questi sono i dati reali.
Questa è la scuola del futuro!!!

domenica 16 agosto 2009

Tagli ferragostani

Dopo i tagli all'organico dei docenti del circolo (meno quattro unità), dopo i tagli dei collaboratori scolastici (nel nostro circolo i bidelli da 26 e 24 ore settimanali diventano 24) e con la sola nota positiva dell'ottenimento del tempo pieno alle Pascoli di Sant'Anna, arrivano i tagli al personale di sostegno che passano da 10 unità e 12 ore a 8 docenti e 6 ore (tagli che riguardano solo la scuola elementare, non essendo stata toccata la scuola dell'infanzia).

Questi tagli, che arrivando in mezzo al periodo festivo passano un po' sottotraccia presso l'opinone pubblica, appaiono particolarmente fastidiosi e dolorosi perchè vanno a toccare direttamente le situazioni più delicate. Inutile dire cosa significa levare anche poche ore di sostegno ad alunni che ne hanno bisogno ...

Questi numeri svelano, semmai ce ne fosse stato bisogno, la natura dei provvedimenti del Governo, licenziati proprio nell'agosto di un anno fa: qui non siamo di fronte ad efficientamenti del servizio, a miglioramenti della macchina della scuola. Insieme ai sempre più scarsi finanziamenti che arrivano dal Ministero - e che di fatto rendono una chimera l'autonomia dei Circoli Didattici - questi tagli di personale rappresentano soltanto una opportunità di risparmio nella spesa pubblica.

Dove altri paesi avanzati investono, perchè sanno che è quella la strada decisiva da imboccare senza indugio, noi risparmiamo. Non si costruisce il futuro di un paese tagliando le gambe alla scuola pubblica.

Così proprio non va.

venerdì 29 maggio 2009

C'era una volta il preside. La dura vita di chi dirige una scuola

Il ministro consiglia a "chi non è capace" di cambiare mestiere. Ma loro non ci stanno"Ci mancano i soldi pure per la carta igenica. Ci sentiamo soli assediati e accusati."di MARIA NOVELLA DE LUCA (da Repubblica.it del 29 maggio 2009)

La loro trincea è fatta di aule cadenti, di fotocopiatrici scassate, di bagni senza sapone, di bimbi che nello zainetto oltre al panino si portano la carta igienica, di caldaie a secco, di computer rotti, di laboratori in pezzi, di allievi abbandonati a se stessi perché la cassa è vuota e la supplente non c'è. Sono cronache da una bancarotta quelle che i dirigenti scolastici italiani raccontano, da scuole che sembrano fortini assediati dall'emergenza, mentre il ministero eroga "zero euro" per il funzionamento ordinario degli istituti, e le famiglie si tassano per affrontare, almeno, la quotidianità.
Dopo le 41 mila lettere inviate da 300 presidi del Lazio ai genitori dei loro alunni "per denunciare la grave situazione finanziaria della scuola", e la durissima risposta del ministro dell'Istruzione Gelmini ("chi non sa dirigere cambi mestiere"), i capi d'istituto si organizzano, replicano, provano a difendere l'orgoglio di un ruolo un tempo illustre, rispettato, riconosciuto. È un'Onda, una nuova Onda, seppure più pacata di quella degli studenti, ma arriva da tutta Italia, con l'indignazione di chi teme di non poter più garantire la sicurezza ai ragazzi che gli sono affidati.Storie di presidi. Vite di funzionari dello Stato. Che dopo la riforma del 2001 si chiamano "dirigenti scolastici" e della scuola sono diventati anche manager. "Ci sentiamo soli, assediati, accusati di non saper fare il nostro lavoro semplicemente perché chiediamo i mezzi per farlo", dice con chiarezza Rita Coscarella, preside della scuola media "Virgilio" di Palermo, 960 allievi. "Da anni siamo costretti a chiedere contributi alle famiglie per la gestione ordinaria, ma la cosa più grave è che non abbiamo più i soldi per chiamare e pagare i supplenti. Così i ragazzi, se un docente manca, devono fare gli "ambulanti" di classe in classe, con grave rischio per la sicurezza. E l'anno prossimo sarà ancora peggio: se non arriveranno i fondi richiesti saremo costretti a far uscire i ragazzi prima dalla scuola. Ma questo vuol dire derubarli del loro diritto allo studio. Vi sembra giusto?".
Parole amare, sofferte. Dopo la "base" è la dirigenza della scuola italiana a sentirsi incompresa, accusata ingiustamente. I dirigenti scolastici in Italia sono circa 10 mila e guadagnano in media 2.700 euro al mese. Si diventa presidi per concorso, di solito dopo lunghi anni di insegnamento. Un ruolo delicato e faticoso. "Noi siamo responsabili di tutto - spiega Armando Catalano, dirigente da 20 anni, e rappresentante di 2.200 presidi della Cgil - dobbiamo rispondere di ogni atto e di ogni decisione. Questo vuol dire entrare a scuola la mattina e uscirne la sera, quando si hanno anche novecento o mille allievi è impossibile fare diversamente. Non c'è tensione, difficoltà, criticità che non approdi nella stanza del preside. È giusto così, il rapporto con gli studenti e le famiglie è la vita della scuola. Ma la nostra autonomia è stata ridotta a fare lo slalom tra casse vuote e problemi immensi, non abbiamo i soldi per le pulizie, per i tecnici della sicurezza, e poi il ministero ci scarica addosso incombenze amministrative, come la ricostruzione delle carriere, impedendoci di lavorare sulla didattica". "Più che presidi - incalza Armando Catalano - ormai siamo dei tecnici dell'emergenza, facciamo economia domestica e la verità è che laddove le famiglie possono tassarsi la scuola sopravvive, ma nei quartieri a rischio, più poveri, è destinata alla bancarotta".Una forbice che sarà sempre più larga. Di qua i figli delle classi benestanti, di là i bambini del ceto medio impoverito, gli immigrati. L'edilizia scolastica italiana è tra le peggiori d'Europa, e così la preparazione dei ragazzi, scivolati al trentatreesimo posto della Ue, quando fino a pochi anni fa eravamo tra i primi dieci. Livia Cangemi è la preside di un grande istituto comprensivo nel centro di Roma, nel cuore di Trastevere, la "Regina Margherita", 700 allievi tra infanzia, elementari e medie. Un istituto all'avanguardia, ricco di iniziative e di progetti, e dove ci si mette in fila per iscrivere i propri figli. E dove ogni classe, grazie alle famiglie, ha carta igienica, sapone, asciugamani. "Eppure - dice con amarezza Livia Cangemi, una tra le firmatarie della lettera dei presidi del Lazio inviata alle famiglie - potrei dire che non c'è rimasta che la passione a far funzionare le cose. La nostra di insegnanti e quella dei genitori, che qui, alla "Regina Margherita" sono presenti, sia economicamente che come supporto all'attività didattica. E finora ce l'abbiamo fatta. Laboratori, campi scuola, uscite, l'anno prossimo avremo tra i primi le lavagne interattive. Ma è tutto sulla buona volontà. Pur di fare la gita l'insegnante rinuncia a quello che dovrebbe percepire in più, il materiale lo pagano i genitori".
Perché anche qui non ci sono più i soldi per pagare le supplenze, "e se un docente si ammala il bilancio della scuola va in rosso e la classe resta scoperta. "Forse il ministro Gelmini dovrebbe conoscere meglio quanta dedizione c'è nel nostro lavoro. Ognuno di noi sente di far parte dello Stato. Come si può rispondere ad un grido di dolore dicendo che non sappiamo fare il nostro mestiere? Faccio la dirigente scolastica soltanto da due anni, e ci credo davvero, nonostante la burocrazia, i tagli, le difficoltà. Passo la mia giornata qui dentro, ma se ci si impegna i risultati si vedono. Perché vanificare esperienze così ricche?". Storie di funzionari che lavorano. Nel silenzio e senza clamori. In uffici dove sulla porta c'è ancora scritto "Presidenza" visto che nessuno ha cambiato né targa né vernice. Tra i bimbi disabili senza più insegnanti di sostegno, i ragazzi immigrati in cerca di integrazione, e gli insegnanti sottopagati. Una frontiera dove spesso manca la luce, a volte l'acqua, e si fa lezione con il cappotto. "Noi resistiamo però - dicono i presidi-manager - fino ai prossimi tagli...".

(29 maggio 2009)

domenica 1 marzo 2009

I primi dati: alle elementari boom di richieste per le 30 ore

Scuola, boom di 5 in condotta. Elementari, nelle preiscrizioni il 60 per cento sceglie le 30 ore
da www.ilsole24ore.com del 1/3/2009

Mentre nelle pagelle del primo quadrimestre si registra una raffica di cinque in condotta, sei famiglie su dieci che hanno iscritto il figlio alla prima elementare per il prossimo anno hanno optato per l'orario di 30 ore. È quello che emerge dai primi dati rilevati dal ministero dell'Istruzione sulle iscrizioni per l'anno scolastico 2009/2010 su un campione di circa 900 scuole. Per i dati definitivi ci vorranno alcune settimane. Per il momento il 3% delle famiglie ha scelto le 24 ore, il 7% le 27 ore, il 56% le 30 ore e il 34% le 40. Questo significa che il 90% ha chiesto il tempo pieno.

Il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini ha rivendicato i meriti della riforma che ha assicurato «più libertà per le famiglie che hanno scelto il quadro orario più adatto per i propri figli». Il ministro Gelmini ha anche ricordato che tutti i modelli orari (24, 27 e 30 ore) prevedono il maestro unico di riferimento «e non solo quello a 24 ore come qualcuno sostiene in maniera imprecisa. Il maestro unico di riferimento sarà una figura indispensabile per la formazione del bambino così come accade in tutti i paesi europei. Solo in Italia erano previsti più maestri per alunno e da quando è stata introdotta questa modalità l'Italia è scesa dal terzo all'ottavo posto nelle classifiche internazionali della qualità delle elementari».

«Se le proiezioni fatte dal ministero dell'Istruzione saranno rispettate, per le iscrizioni alla prima elementare 2009/2010 si prospetta un aumento della richiesta del tempo prolungato. Ora il governo mantenga i suoi impegni e trovi le risorse necessarie», ha commentato Domenico Pantaleo, segretario di Flc Cgil, segnalando che il modello a 30 ore e quello a 40 da soli raccolgono il 90% delle preferenze delle famiglie italiane.

Il ministero dell'Istruzione ha anche diffuso le statistiche sugli scrutini del primo quardrimestre. Pioggia di cinque in condotta, soprattutto per gli studenti dei tecnici professionali. Più in generale, rispetto allo scorso anno, sono aumentate le insufficienze. Alle superiori il 72% degli studenti ne ha riportata almeno una. Le carenze si riscontrano in modo abbastanza uniforme tra le diverse zone del paese (Nord 70,1%, Centro 74%, Sud ed Isole 74,4%). Al vertice delle discipline in cui si registrano più difficoltà ci sono le lingue straniere che hanno superano la matematica con il 63,3% di insufficienze contro il 61,1 per cento.

L'area formativa in cui si registrano le performace peggiori resta quella professionale, con l'80% dei ragazzi che ha riportato insufficienze. Seguono gli istituti tecnici con il 78,1%, i licei artistici e gli istituti d'arte 77,2%, gli ex istituti magistrali con il 70,9% (57,6%), i licei scientifici 64,5% (61,9%), i classici 60,1 (57,6%) e infine i licei linguistici con 59,9%. I più bravi sono comunque i ragazzi del Liceo Linguistico, in cui il 40,1% è arrivato agli scrutini intermedi senza insufficienze. Invece è stata una pioggia di "5 in condotta": 34.311, 8.151 con la sola insufficienza in
comportamento.

lunedì 23 febbraio 2009

Speriamo non sia così

Speriamo non sia così perchè se così fosse sarebbe un disastro. Speriamo sia una esagerazione giornalistica che non troverà riscontro nella sua attuazione pratica. Speriamo che sia una ipotesi teorica e che i dubbi verrano presto smentiti dai fatti.
Non che oggi siamo all'avanguardia, non che le scuole brulichino di computer e stampanti nuovi ed efficienti. A volte manca perfino il sapone per lavare le mani ai ragazzi e la carta per asciugare loro le mani.
Però, pensare di tornare indietro anche solo nei propositi ci pare andare verso il futuro delle scuola e della società con gli occhi bendati.

"A scuola Internet non è una priorità"

di SALVO INTRAVAIA - www.repubblica.it del 23 febbraio 2009

Sparisce la "I" di Informatica di morattiana memoria. I tagli del governo sulla scuola cancellano uno dei pilastri della riforma Moratti: quella delle tre "I" (Inglese, Impresa, Internet o Informatica). Dal prossimo anno scolastico, infatti, gli insegnanti della scuola elementare (ora primaria) e della media (secondaria di primo grado) dovranno fare i salti mortali per aprire il mondo delle conoscenze informatiche ai propri alunni. Il taglio delle cosiddette compresenze nella scuola primaria e la riduzione delle ore di Tecnologia nella scuola secondaria di primo grado renderà quasi impossibile l'insegnamento dei primi fondamenti di Informatica e Internet a bambini e ragazzini. La conferma arriva dallo stesso ministero dell'Istruzione, che in questi giorni ha aperto una finestra di dialogo sulla riforma con genitori e insegnanti.

Le Faq (frequently asked questions, le domande poste frequentemente) presenti nel sito del ministero mostrano che genitori e insegnanti sono piuttosto confusi. "Con il taglio delle compresenze, mio figlio potrà continuare a fare il laboratorio di Informatica?", si chiede un genitore. L'ingenua domanda posta ai tecnici ministeriali sollecita una risposta quanto meno inaspettata. "La riduzione delle ore di compresenza - si legge nella Faq numero 23 - comporterà qualche riassetto organizzativo (...) Ci auguriamo che anche il laboratorio di informatica possa trovare spazio tra le attività, anche se vorrà convenire che esso non costituisce, soprattutto nella scuola primaria, un insegnamento prioritario".

E tutto il bailamme sulla scuola delle tre "I"? Dal prossimo mese di settembre la scuola primaria passerà dall'organizzazione modulare, con tre insegnanti su due classi, al "maestro unico di riferimento". Il passaggio cancellerà le ore di compresenza e tutte le attività legate ad esse: corsi di recupero e di approfondimento, laboratori di Informatica, supplenze, ecc. Con i moduli, infatti, le 54 ore di lezione settimanali di due classi funzionanti a 27 ore vengono coperte da 3 insegnanti che assicurano 18 ore a testa di lezione. La restante parte dell'orario settimanale del docente (4 ore) vengono utilizzate per ampliare l'offerta formativa o tappare i buchi dei colleghi assenti. Ma fra qualche mese tutto questo verrà "tagliato".

Discorso analogo alla scuola media dove le prime conoscenze di Informatica vengono impartire ai ragazzini dal docente di Tecnologia perché, sempre da settembre, il monte ore della disciplina verrà decurtato del 33 per cento.

Eppure, l'Europa ci chiede di puntare sull'Informatica. Nel 2000 il Consiglio europeo di Lisbona fissò l'ambizioso obiettivo di trasformare quella del Vecchio continente "nell'economia più dinamica e competitiva del mondo". Tra le tante cose da fare per centrare l'obiettivo occorre che "ciascun cittadino sia in possesso delle competenze necessarie per vivere e lavorare nella nuova società dell'informazione" e che "tutti i docenti entro la fine del 2002 possiedano le competenze necessarie per l'utilizzo di internet e delle risorse multimediali" ("Una società dell'informazione per tutti", documento adottato dalla commissione Ue il 25 maggio 2000). Per la verità, l'Italia si è mossa per tempo. Per dotare infatti le scuole di tecnologie dell'informazione e della comunicazione (le Tic) e per formare i docenti, tra il 1997 e il 2003, sono stati investiti 1.341 miliardi delle vecchie lire (pari a quasi 700 milioni di euro) che a questo punto rischiano di trasformarsi in una spesa inutile.

lunedì 8 dicembre 2008

Slitta al 28 febbraio 2009 il termine per le iscrizioni

Rispetto agli anni passati slitta il termine per la presentazione delle domande di iscrizione. Solitamente entro fine gennaio, quest'anno il termine viene posticipato al 28 febbraio 2009.

Questo quanto emerge da una nota emessa dal Ministero dell'Istruzione.

Ciò è ovviamente dovuto all'emanazione delle leggi n. 40 del 2/4/2008, 133 del 6/8/2008 e 169 del 30/10/2008. Tale spostamento serve - come indica il Ministero - ad approfondire nei mesi di gennaio e febbraio "i contenuti dei Regolamenti di prossima emanazione e per consentire ai Dirigenti scolastici di organizzare nelle diverse sedi i consueti incontri di presentazione delle nuove opportunità formative."

domenica 30 novembre 2008

Consiglio di Circolo del 28.11.2008

Mercoledì 28 ottobre si è riunito il Consiglio di Circolo, una lunga riunione durata quasi tre ore.

Protocollo di intesa tra Ente Parco di Portofino
E' stato presentato e deliberato un protocollo di intesa tra Ente Parco di Portofino e la Direzione Didattica di Rapallo con il quale le parti attivano un rapporto pluriennale di cooperazione finalizzato allo svolgimento di progetti in materia di educazione alla sostenibilità e sulle tematiche afferenti al Parco.

Variazioni orari di segreteria

E' stata approvata la modifica all'orario di segreteria. Tale modifica ha comportato una riduzione delle ore di apertura al fine di garantire una maggiore efficenza dell'ufficio.

Donazioni

Sono state accettate dal Consiglio diverse donazioni di privati e aziende tra cui due computer, tre stampanti, un monitor.

Criteri di formazione delle classi scuola primaria

E' stata istituita una commissione che valuterà i criteri di formazione delle classi in modo da costituire classi più omogenee possibili.

Viaggi di instruzione

Sono state approvate le uscite didattiche delle classi 1°A e 1°B Antola per il teatro dell'Archivolto; 4°A e 4°B delle Antola per il Villaggio del Ragazzo, classe 5° Delle Piane per la Scuola Media Giustiniani; varie classi della Teramo Piaggio di Zoagli per il Teatro Cantero; 5°A e 5°B delle Pascoli per il Monte di Portofino.

Intervento del Consigliere delegato Bagnasco

Su richiesta di alcuni genitori del Consiglio di Circolo è intervenuto alla seduta il Consigliere Bagnasco, delegato alla Pubblica Istruzione.

Si è discusso di diverse questioni legate alle vicende nazionali e alla situazione locale.

Genitori e insegnanti hanno ribadito la loro preoccupazione rispetto ai c.d. decreti Gelmini e Tremonti sulla scuola, ribadendo con convinzione la loro contarietà a tali provvedimenti, contrarietà che si è concretizzata nell'approvazione all'unanimità di una mozione che segue quella di alcuni giorni orsono proposta dal collegio docenti. La speranza - ribadita in diversi interventi - è che il Governo faccia marcia indietro rispetto a tali decreti.

In merito alle questioni legate più da vicino alle scuole rapallesi, il Consigliere Bagnasco ha affermato che non vi sono situazioni di insicurezza strutturale. Tuttavia, sono previste verifiche nelle prossime settimane.

Durante la seduta è emersa da parte di diversi Consiglieri la necessità che il Comune operi per la definizione di un programma di manutenzione in modo da mantenere costantemente curate le strutture. Nel particolare sono state ricordate a Bagnasco alcune situazioni da sanare in modo urgente come il cortile delle Scuole Antola e diverse problematiche che stanno evidenzando le scuole Pascoli.
Alcune insegnanti hanno inoltre evidenziato l'importanza di una maggiore attenzione verso la scuola pubblica da parte del Comune di Rapallo.

Il Consigliere Bagnasco ha ribadito che si farà portavoce presso l’Amministrazione Comunale di tutto quanto emerso nell'incontro sia per ciò che riguarda le dinamiche nazionali che per quanto riguarda le specifiche problematiche cittadine.


Calendario delle festività
Questo il calendario discusso ed approvato all'unanimità dei presenti (escluso un astenuto).
Scuole Elementari:
  • 25, 26, 27, 28 febbraio. Le ore di sabato 28 febbraio (per le sole classi delle scuole Antola e Marconi che hanno lezione) dovranno essere recuperate in orario aggiuntivo pomeridiano o con una uscita didattica;
  • 24 aprile.

Scuole Materne:

  • 26, 27 febbraio;
  • 29, 30 giugno.
Oltre il Consiglio
I bambini che partecipano al progetto Piccolo Principe di Sant'Anna hanno ottenuto l'accesso alla mensa. A tal proposito si ringraziano il consigliere Bagnasco e gli uffici per l'attenzione dimostrata.

mercoledì 12 novembre 2008

Le conseguenze del decreto Gelmini: la parola agli insegnanti

Un gruppo di insegnanti di Rapallo ci ha inviato questo articolo che pubblichiamo, invitando alla lettura perchè ben sintetizza gli effetti pratici del decreto Gelmini.

Dal momento che sul decreto Gelmini sono state spese valanghe di parole, spesso da chi la scuola non la vive “dal di dentro”, giovedì 30 ottobre, giorno dello sciopero del comparto, un gruppo di insegnanti della Primaria di Rapallo si sono date appuntamento sul lungo mare di Rapallo per spiegare, volantino alla mano, alla cittadinanza perché questi tagli svaluteranno la formazione nella scuola pubblica. In una società come la nostra - affermano le maestre - dove si chiedono più competenze e conoscenze, la riduzione del tempo-scuola a 24 ore settimanali affidate ad un unico maestro impoverisce inequivocabilmente l’azione educativa e penalizza attività come i laboratori espressivi, di recupero e le uscite didattiche. La scuola dell’itinerario personalizzato per ciascuno dovrebbe rispettare i ritmi di apprendimento del singolo bambino, cosa che richiede tempo. L’obiettivo del decreto sembra essere quello di eliminare definitivamente il “tempo pieno” (40 ore), riconoscendo solo le 24 ore come tempo-scuola utile per esaurire gli apprendimenti di tutte le discipline. Spetterà ai singoli istituti sostenere i costi di copertura del servizio scolastico per le ore eccedenti le 24: le 16 aggiuntive potranno esistere in base alle risorse umane ed economiche presenti. Il piano programmatico per la scuola incrementa nella primaria il numero di alunni per classe di una unità per anno sino a raggiungere classi di 32 alunni; si alza il numero minimo anche nella scuola dell’infanzia passando da 15 a 18 per sezione. La riduzione del tempo-scuola pone un grosso interrogativo a quei genitori che lavorano e che per questo richiedono il tempo prolungato: come è possibile garantire i rientri senza attingere nelle tasche delle famiglie? Come si potenzia il tempo pieno? Interverranno le cooperative con personale non adeguatamente qualificato? Altro tema caldo riguarda l’indirizzo di ridimensionamento della rete scolastica che il ministero ha imposto alle Regioni, pena il commissariamento, in cui si riconosce la legittimità unicamente per istituti con almeno 500 alunni ed è richiesta la chiusura delle scuole con meno di 50 alunni. Le conseguenze nelle comunità che abitano in aree come l’entroterra ligure sono prevedibili: la perdita di un presidio culturale e sociale che indurrà un ulteriore spopolamento.

In merito a quest'ultimo passaggio, la Regione Liguria con un provvedimento licenziato proprio ieri si è impegnata a limitare gli effetti delle riforma sui piccoli plessi.

giovedì 23 ottobre 2008

Incontro a Rapallo sugli effetti della riforma Gelmini

Il Comitato Unitario per la Difesa della Scuola Pubblica del Tigullio organizza l'incontro

GLI EFFETTI DELLA RIFORMA GELMINI SULLA SCUOLA PUBBLICA ITALIANA
Il perché della protesta
Tutto quello che televisioni e giornali non dicono

c/o Auditorium “Scartezzini”
Presso l’Istituto Liceti
Piazza Bontà, 8 – Rapallo

Lunedì 27 ottobre ore 17.30
cui tutta la cittadinanza è invitata.

Per ulteriori informazioni:
http://cudsip.tripod.com - cudisptigullio@katamail.com

mercoledì 15 ottobre 2008

In difesa della scuola pubblica

In questi giorni di ottobre 2008 la scuola pubblica è in fibrillazione. I provvedimenti del Ministro Gelmini stanno creando un notevole malcontento perchè per molti genitori e per molti insegnanti rappresentano un passo indietro rispetto alle necessità delle famiglie e del mondo della scuola in genere.

Sulla rete la protesta monta. E lo fa riproponendo le attualissime parole dette da Pietro Calamandrei, 50 anni orsono. Parole che sono quantomai attuali.

La riforma è sorretta da una sola e reale motivazione: tagliare le spese. La scuola pubblica non è perfetta può essere migliorata ma non deve essere smantellata.

Anche noi per nostra parte, con la nostra piccola voce, lanciamo il nostro messaggio di speranza affinchè che la scuola pubblica non sia considerata un mero capitolo di spesa su cui risparmiare quanto più è possibile.

Il discorso di Calamandrei e un documento che parla della riforma Gelmini possono essere consultati nella nuova sezione di questo sito VivascuolaRapalloDOC.
 
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